Corvo della Nuova Caledonia

Il mio unico obiettivo in questo capitolo è mostrare che non vi è alcuna differenza fondamentale tra l’uomo e i mammiferi superiori per quanto riguarda le facoltà mentali.

Charles Darwin, Origine dell’uomo, 1871, capitolo II

Questo corvo della Nuova Caledonia (Corvus moneduloides), che non è neppure un “mammifero superiore”, non solo utilizza un pezzo di metallo per estrarre un contenitore pieno di cibo dal tubo, ma incurva il metallo per meglio agganciare la scatoletta:

8 commenti su “Corvo della Nuova Caledonia

  1. Dopo aver visto il filmato, mi sono chiesto: e se i nostri limiti di comprensione (dell’assoluto, del caos, della matematica non lineare, della complessità, ecc.) dipendessero dai limiti fisiologici del nostro cervello? Siamo portati a credere che tutto ci sia concesso in potenza, ma se non fosse proprio così? Forse che Nietzche…..

  2. Riscriverei una nota favola:
    “C’era una volta una volpe molto vanitosa che teneva in bocca un bel pezzo di formaggio, quando venne avvicinata da un corvo molto affamato………” 🙂

  3. Fabristol: grazie per la segnalazione!

    lectorinfabula: il filmato ti ha colpito, eh? 😉
    Per quanto riguarda i limiti: secondo me li abbiamo raggiunti da tempo e ci affidiamo a surrogati (non sono certo il primo a dire che la scrittura è un surrogato della memoria). Occorre vedere quali siano i limiti di questi surrogati…

    raser: tra quel corvo e un editorialista di [mi censuro da solo] io attribuisco più intelligenza al corvo!

  4. La frase di Darwin non è del tutto vera. A parte le differenze di tipo quantitativo, restano sempre da prendere in considerazione le “mappe del terzo ordine” di Damasio, cioè, in gergo comune, il linguaggio. Questo obiettivamente è un vero e proprio salto di qualità dell’uomo, sebbene studi a destra e a manca, specialmente con lo scimpanzè Kanzi (mi sembra sia Beatrice Gardner) sembrano dimostrare che le cosiddette “apes” sono dotate di una primitiva forma di linguaggio, il che mette l’uomo alla stregua di tutti i vertebrati facendolo rientrare nell’ipotesi nulla di McPhail.
    Vedremo cosa accadrà.
    Saluti.

  5. Io credo che l’idea di Darwin sia ancora attuale. Tieni presente che la differenza tra quantitativo e qualitativo è il più delle volte ambigua: un calvo è qualitativamente diverso da un capelluto, ma basta un numero sufficientemente ampio di capelli caduti per trasformare il secondo nel primo (e, ad ascoltare la pubblicità, un numero anche basso di trattamenti per trasformare il primo nel secondo, ma ho i miei dubbi).
    Per il linguaggio potrebbe essere lo stesso: è ovvio che tra Kanzi, che se la cava abbastanza bene con i gesti, e noi uomini che per comunicare abbiamo inventato internet, c’è moltissima strada, ma l’idea di Darwin è che questa strada sia continua.

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