Il 21 settembre inizia, astronomicamente parlando, l’autunno: il sole si abbassa sull’orizzonte, le giornate si accorciano. Con l’autunno si abbassa anche la temperatura, ma questo non interessa lo studioso di astronomia, almeno finché non deve scegliere come vestitirsi.
Il ciclo delle stagioni si annuncia in molti modi: uno di essi è il colore. L’inverno è cromaticamente vicino al bianco: i colori tenui, illuminati da una luce vicina all’azzurro. Con la primavera la luce inizia a tingersi di giallo, i colori si rinforzano ma rimangono comunque chiari, arriva il verde. L’estate ha colori decisi: blu, verde scuro, la luce è giallo intenso. Infine l’autunno: le tinte di nuovo si attenuano, al verde si sostituisce il giallo e infine il rosso arancio, la luce torna verso l’azzurro. Continua a leggere “Azzurro, verde, giallo, arancio. Un altro anno è trascorso”
Categoria: Pensieri inutili
Riflessioni ancora più trascurabili delle altre
Diritti e doveri
Un diritto è qualcosa che non ci può essere negato; un dovere, viceversa, è qualcosa che non possiamo negare.
Da questa definizione è chiaro che un nostro diritto si traduce automaticamente in un dovere per gli altri, e che i nostri doveri sono segni dei diritti di altre persone.
Vi è quindi un continuo spostamento dai diritti ai doveri, una incessante dialettica tra gli uni e gli altri. Continua a leggere “Diritti e doveri”
Filosofia per tutti
Questa non è una recensione del celebre libro di R. Popkin e A. Stroll, ma una semplice e veloce riflessione intorno alla natura della filosofia.
Cosa può significare filosofia per tutti? Se con filosofia intendiamo un sapere specialistico e sofisticato, per apprendere il quale sono necessari anni di studio, allora una filosofia per tutti non può che essere una versione semplificata e popolare di riflessioni proposte al pubblico di non filosofi per diletto. In ogni caso, non sarà vera filosofia. Continua a leggere “Filosofia per tutti”
Un viaggio lungo una melodia
Volendo iniziare un gioco di metafore, si potrebbe tentare un parallelismo tra la musica e il viaggio. Il movimento inteso come spostamento fisico tra due luoghi e il movimento come parte unitaria di una composizione musicale.
Entrambi i movimenti hanno un inizio, una fine e un percorso, sonoro o spaziale, che li unisce. Tuttavia, se per la musica l’elemento principale è il percorso, per il viaggio invece è l’arrivo: solitamente, quello che ci interessa è raggiungere la meta nel più breve tempo possibile. Quello che c’è prima dell’arrivo non ci interessa. Durante un viaggio in treno leggiamo o dormiamo, se siamo in macchina ascoltiamo la radio o chiacchieriamo col compagno di viaggio: inganniamo il tempo, concentrati sull’arrivo ci spazientiamo per i contrattempi e gioiamo per la puntualità. Continua a leggere “Un viaggio lungo una melodia”
Metaforicamente parlando
Le metafore sono pericolose, e come tali andrebbero maneggiate con cautela.
Paragonando entità diverse indicando, o creando, parallelismi e simmetrie è rischioso perché la mente umana ha limitate capacità di concentrazione, e può quindi capitare che i giochi di rimandi propri delle metafore offuschino l’oggetto di studio invece di aiutare a chiarirlo. Continua a leggere “Metaforicamente parlando”
L’inviolabilità del corpo
The Stepford Wives, in italiano La donna perfetta, è un simpatico film uscito nel 2004 diretto da Frank Oz con, tra gli altri, Nicole Kidman e Matthew Broderick. La storia, già raccontata nel 1975, è incentrata sulla cittadina di Stepford, dove tutte le donne sono mogli perfette; ovviamente la perfezione è relativa ai non proprio nobili desideri dei mariti, il cui concetto di moglie è più vicino a quello di schiava che di persona. Continua a leggere “L’inviolabilità del corpo”
La guerra del futuro, il futuro senza guerra
L’idea di utilizzare robot al posto dei soldati durante le battaglie è davvero una ottima idea.
Innanzitutto per i costi: per quanto dispendiosa possa essere la fase iniziale di ricerca, una volta prodotto su larga scala anche il più sofisticato automa da combattimento costerà sicuramente meno dei diversi anni di addestramento necessari per ottenere un buon soldato. E questo anche senza considerare tutti i risparmi legati alla logistica: la realizzazione di un campo per duemila uomini è indubbiamente più complicata rispetto a quella di una officina per duemila robot. Continua a leggere “La guerra del futuro, il futuro senza guerra”
La linea temporale
Siamo soliti rappresentare graficamente il tempo tramite una retta orientata: a sinistra il passato, a destra il futuro e, al centro, il presente, l’adesso.
È una rappresentazione molto comune, e come tutte le cose comuni, passa inosservata e tende a nascondere le proprie difficoltà implicite. Continua a leggere “La linea temporale”
Referendum
Due modeste, ed inutili, proposte riguardo i referendum.
I referendum abrogativi, almeno in Italia, richiedono la partecipazione al voto della maggioranza assoluta degli aventi diritto.
Una giustificazione realistica di questa condizione potrebbe essere la seguente: ogni legge discussa ed approvata dal parlamento ha una legittimità popolare mediata, dovuta alle elezioni politiche che lo hanno eletto; per abrogare una legge occorre quindi dimostrare che, su quel particolare argomento, il parlamento non rappresenta correttamente coloro che lo hanno eletto; pertanto solo se la metà più uno degli aventi diritto si reca alle urne è possibile abrogare la legge. Continua a leggere “Referendum”
La fine del mondo
Il mondo, un giorno, avrà fine: vi sarà un giorno che non avrà domani, un giorno nel quale verranno tratte le conclusioni, un giorno nel quale tutti gli eventi passata avranno le loro conseguenze ultime.
Chi annuncia (apocalisse significa proprio questo: annuncio) e soprattutto pratica un simile pensiero imprime un forte orientamento storico: tutti gli eventi vanno interpretati e se possibile vissuti alla luce di questo ultimo giorno.
Ecco dunque che inizia a manifestarsi un paradosso: il mondo ha un significato solo se si annuncia che un giorno esso avrà fine. Senza questo annuncio, senza il pensiero della fine del mondo, viene meno questo orientamento della storia, e con esso viene meno il significato del mondo. Ma che ruolo ha un mondo senza significato? Può esistere un mondo privo di senso?
Il paradosso è oramai compiuto: il mondo finisce quando si cessa di credere alla fine del mondo.